Il romanzo di Antonio Borsa I Tre Appuntamenti non è un libro “sulla violenza di genere” ma un libro “sul rifiuto”. Ed è importante chiarire la differenza, perché spesso, nelle presentazioni, i due temi vengono confusi o sovrapposti.
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| Antonio Borsa |
La violenza di genere nasce in contesti ben precisi: spesso all’interno della coppia o nel momento della separazione, quando uno dei due partner non accetta la fine del rapporto. Certo, ci sono casi in cui un rifiuto iniziale scatena un atto di violenza – basti pensare al tragico episodio di Messina – ma non è questa la regola.
Il cuore del romanzo è piuttosto un invito alla resilienza di fronte ai “no”. Non solo in amore: i “no” fanno parte della vita quotidiana, dalla famiglia al lavoro, dalle amicizie alle relazioni sentimentali. Ogni volta che la nostra libertà si incontra con quella altrui, si produce una tensione che può sfociare in sintonia (quando le volontà coincidono) oppure in distonia (quando non coincidono).
Il libro si ferma qui, ma il discorso potrebbe continuare in altre direzioni: si potrebbe parlare di persuasione, comunicazione efficace, dinamiche relazionali avanzate. Tuttavia, questo è un terreno diverso, destinato a chi vuole approfondire strategie di interazione più complesse. Borsa, invece, sceglie la via essenziale: ricordarci che la dignità, la libertà e il rispetto dell’altro sono sempre il primo passo per non trasformare una distonia in conflitto o sofferenza.

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