La storia è piena di “armate Brancaleone”: eserciti improvvisati, guidati da ideali più che da strategie, che hanno sfidato potenze troppo grandi per loro. La crociata dei pezzenti, partita anni prima di quella indetta da Urbano II, si concluse in un massacro, eppure lasciò un’impronta indelebile che preparò il terreno alla prima crociata ufficiale. Nei secoli successivi, il concetto si è ripetuto: rivolte contadine, moti popolari, bande di ribelli e persino il brigantaggio post-unitario italiano hanno incarnato lo stesso spirito. Gruppi senza mezzi, spesso destinati a soccombere, ma capaci di generare un’eco potente, scuotere le coscienze e ispirare lotte future.
Oggi, le flotillas che tentano di rompere l’assedio di Gaza si inseriscono in questa tradizione. Anche se hanno la certezza di essere fermate, il loro gesto diventa simbolo e memoria collettiva, dimostrando che la forza di un’armata Brancaleone non sta nella vittoria militare, ma nella capacità di far sentire la propria voce di fronte all’indifferenza del mondo.

Nessun commento:
Posta un commento