I segreti della casa napoletana: Monacello e Bella ’Mbriana

Nelle case di Napoli, tra il crepitio dei vecchi legni e l’odore di cucina, vivono due spiriti antichi, discreti ma presenti, che accompagnano la vita degli uomini: il Monacello e la Bella ’Mbriana. Il Monacello appare come un piccolo monaco dal saio scuro, con il volto nascosto sotto un cappuccio e un sorriso che sa di mistero. È dispettoso, ama confondere chi lo incontra, nascondere oggetti e far tremare i sonni. Ma la sua natura è ambigua: quando prende a simpatia una persona, porta fortuna e denaro, lasciando cadere ricchezze inattese o aprendo vie di prosperità che nessuno avrebbe immaginato. Al contrario, chi gli è antipatico deve fare attenzione, perché il Monacello non perdona. Si racconta di chi, trovato sgradito, è stato costretto a traslocare, perché la sua presenza minacciosa avrebbe potuto portare addirittura alla morte.

Diversa è la Bella ’Mbriana, spirito femminile e gentile, che si manifesta sotto forma di un piccolo geco, di una lucertola di casa. Osservarla è segno di buona sorte: protegge la famiglia, custodisce armonia e tranquillità, e si muove silenziosa tra le stanze come un soffio leggero. Ucciderla, invece, equivale a sfidare la sua protezione: porta sfortuna e turba l’equilibrio domestico, come se la casa stessa avesse perso la sua guardiana invisibile.

Si narra che il Monacello e la Bella ’Mbriana si incontrino nelle notti di luna, danzando tra il caos e l’armonia. Lui porta la sorpresa e la prova, lei calma e consolazione; lui ricorda che la fortuna è instabile, lei insegna che il vero tesoro si trova nella cura dei legami e della casa. Quando il Monacello si fa troppo invadente, è spesso la Bella ’Mbriana a intervenire, apparendo improvvisa come una luce che lo ammutolisce, riportando equilibrio.

Questi due spiriti non sono solo figure fantastiche: incarnano simbolicamente la vita stessa. Il Monacello rappresenta l’imprevedibilità della sorte, il capriccio che può arricchire o distruggere, l’irruzione dell’inatteso. La Bella ’Mbriana invece è la protezione silenziosa, la continuità, la madre invisibile che veglia sugli affetti e difende la casa dal disordine.

Vivere con loro significa imparare a sorridere dei contrattempi e ad accogliere i piccoli miracoli della fortuna, rispettando le regole non dette di questi spiriti domestici. Significa capire che il caos e l’armonia convivono sempre, che la ricchezza può arrivare e svanire, e che la vera pace nasce dalla cura dei legami e dalla sensibilità verso i segni invisibili che guidano la nostra esistenza. Così, nelle case napoletane, il Monacello e la Bella ’Mbriana insegnano la lezione più antica e profonda: non si vive davvero se non si accettano insieme la prova e la protezione, il disordine che scuote e la quiete che ricompone.

Nessun commento:

Posta un commento

ECONOMIA & POTERE - Dalla Grande Depressione alla grande deregulation: il mito infranto della Glass–Steagall

Come una legge nata per difendere i risparmiatori divenne il simbolo della fiducia nello Stato e, sessant’anni dopo, fu smantellata in nome ...