Nel dibattito politico contemporaneo i termini nazionalismo e sovranismo vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma in realtà indicano due concezioni molto diverse della politica e della nazione. Il nazionalismo pone al centro l’identità della comunità nazionale, fatta di storia, cultura, lingua e tradizioni. È l’ideologia dell’orgoglio e della coesione interna, della valorizzazione di ciò che rende un popolo unico. In alcune sue forme può trasformarsi in chiusura verso gli altri o addirittura in esclusivismo etnico, ma in molte altre si manifesta come semplice amore per la propria storia e per le proprie radici, senza conflitti con l’esterno. Storicamente, il nazionalismo ha rappresentato un motore di unificazione e costruzione degli Stati moderni, ma ha sempre mantenuto un legame stretto con la cultura e l’identità collettiva.
Il sovranismo, invece, sposta l’attenzione dalla dimensione culturale a quella politica e istituzionale. Non riguarda tanto il senso di appartenenza a una comunità, quanto la capacità dello Stato di autodeterminarsi. Il sovranismo nasce dalla difesa della sovranità nazionale di fronte a pressioni esterne, che siano le istituzioni sovranazionali, gli organismi internazionali o i meccanismi di una globalizzazione incontrollata. Non implica necessariamente ostilità verso altri popoli o nazioni, ma rivendica il diritto di decidere autonomamente le proprie leggi, politiche economiche e strategie. È una forma di protezione della libertà decisionale dello Stato, che può convivere con la cooperazione internazionale senza perdere la propria indipendenza.
La distinzione tra nazionalismo e sovranismo non è solo terminologica, ma sostanziale: il primo parla dell’essere nazione, il secondo del poter decidere come nazione. Confonderli porta spesso a fraintendimenti sulle dinamiche politiche attuali, soprattutto in contesti come l’Europa, le migrazioni o le politiche economiche globali. Capire questa differenza è fondamentale per leggere con chiarezza i discorsi pubblici e per analizzare le strategie dei movimenti politici moderni, distinguendo tra chi valorizza l’identità e chi pretende autonomia decisionale. In un’epoca in cui l’identità e la sovranità vengono continuamente messe in discussione, riconoscere le sfumature tra queste due concezioni significa comprendere più a fondo il cuore della politica contemporanea.

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