La Costituzione tra Sacralità e Riformismo

Per alcuni, la Costituzione Italiana è una sacra reliquia: toccarla sarebbe quasi un sacrilegio, come spostare la statua di San Pietro senza permesso. Ogni parola è sacra, e persino proporre una modifica agli articoli sugli organi dello Stato democratico è percepito come un affronto alla patria.


Per altri, invece, la Costituzione è un documento vivo, da aggiornare quando serve. Il problema è che “aggiornare” non sempre significa migliorare: l’ultima riforma del Titolo V, pensata per accontentare qualche leghista di turno, ha prodotto una confusione normativa degna di una puntata di Gomorra: Regioni con competenze sovrane che litigano col Governo centrale su sanità, trasporti e infrastrutture, cittadini costretti a fare avanti e indietro tra decreti regionali e nazionali.

Un esempio concreto è l’autonomia differenziata prevista dall’articolo 116, comma 3. In teoria, alcune Regioni possono gestire direttamente materie come istruzione, sanità e tributi. In pratica, significa che un bambino in Lombardia potrebbe avere una scuola più attrezzata di uno in Calabria, o che la sanità diventa un gioco a “chi ha più soldi, ha più ospedali”. In altre parole, il principio di uguaglianza davanti alla legge rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli geografica.

E le riforme costituzionali? Possibili, ma solo se c’è una convergenza ampia. L’articolo 138 non è un optional: serve a proteggere la Costituzione dai colpi di mano, dalle mode politiche e dalle maggioranze passeggere. Solo chi riesce a costruire un consenso che vada oltre l’esecutivo di turno può modificare davvero le regole fondamentali.

Per fortuna, rimangono fuori i monarchici, che l’articolo 139 condanna a… usare carri armati. Un avvertimento, ovviamente, a chi pensa di restaurare la corona con l’aiuto della fanteria.

In definitiva, la Costituzione italiana è un equilibrio delicato tra sacralità e pragmatismo: un tesoro da proteggere, ma non da fossilizzare. E, se proprio la si tocca, meglio farlo con attenzione… e con una buona dose di ironia.

Nessun commento:

Posta un commento

Boscotrecase: tra Vesuvio e Vino, la Storia di un Borgo Vivente

Ai piedi del maestoso Vesuvio, dove il cielo incontra il golfo di Napoli, si stende Boscotrecase, un borgo che sembra sospeso tra passato e ...