(115) La mente crea la realtà, Borzacchiello e il vero significato di Abracadabra


Si sente spesso dire che la mente crea la realtà. Non è un’espressione new age, ma un principio che trova conferme sia nella psicologia che nelle antiche tradizioni sapienziali. I nostri pensieri generano parole, le parole generano emozioni, le emozioni guidano azioni, e le azioni determinano conseguenze. In questo senso, ogni frase che pronunciamo diventa una forma di realtà in atto.

Paolo Borzacchiello, studioso e divulgatore del linguaggio, ha reso questa verità accessibile al grande pubblico. Nei suoi libri mostra come le parole non siano semplici strumenti di comunicazione, ma vere e proprie molecole capaci di modificare la chimica del cervello. Una frase detta in un certo modo può cambiare il nostro stato d’animo, influenzare la qualità delle relazioni e perfino alterare le scelte che compiamo. È come se le parole fossero la “materia prima” con cui costruiamo la nostra esistenza.

Questa idea non è affatto nuova. Nell’antichità, infatti, esisteva una parola considerata magica: Abracadabra. Non era un suono vuoto o un trucco da prestigiatore, ma una formula sacra che deriva dall’aramaico ed è traducibile come “creerò mentre parlo” o “così sarà detto, così sarà fatto”. Nella tradizione veniva scritta su amuleti o a forma di triangolo decrescente, con la convinzione che potesse allontanare malattie e sventure. Il suo significato autentico è potente: il linguaggio non descrive soltanto la realtà, la crea.

Mettere insieme Borzacchiello e Abracadabra significa allora riconoscere che la magia più vera non è nei cappelli dei prestigiatori, ma nelle parole che scegliamo ogni giorno. Ogni volta che diciamo “non ce la farò” stiamo invocando un sortilegio contro di noi; ogni volta che pronunciamo “io posso” stiamo accendendo un incantesimo di possibilità. La differenza non è mistica, è pratica: il cervello prende sul serio ciò che gli diciamo e traduce le parole in azioni, emozioni, risultati concreti.


Così, Abracadabra non è un ricordo folklorico, ma un monito attualissimo: crea con la bocca, con la voce, con il verbo. Borzacchiello ci ricorda che le parole sono chimica, energia e destino. La tradizione ci avverte che la formula più potente l’abbiamo già sulle labbra. E la mente, quando impara a parlare in modo nuovo, non descrive soltanto un mondo diverso: lo costruisce.


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