La conferenza che mi ha emozionato
Il 13 marzo 2026 ho partecipato alla conferenza del Procuratore Nicola Gratteri al Santuario di Madonna dell’Arco. In alcuni momenti mi sono profondamente emozionato, soprattutto quando ha raccontato di essere cresciuto in una famiglia semplice, con un padre che aveva la quinta elementare e una madre con la terza.
In quel momento mi sono riconosciuto. Anche i miei genitori avevano studi molto brevi, ma mi hanno sempre insegnato l’onestà, l’impegno e il valore di contare sulle proprie forze.
La mia storia però ha una differenza importante: sono figlio di un pregiudicato. Mio padre ha conosciuto il riformatorio da adolescente e il carcere più volte nella sua giovinezza. Solo quando avevo tre anni è riuscito finalmente a cambiare vita.
Mi raccontò anche di essere stato torturato molti anni fa nelle camere di sicurezza della polizia. La cicatrice sulla sua testa, da orecchio a orecchio, era la testimonianza visibile di quegli episodi dolorosi.
Nonostante il suo passato, mio padre non ha mai voluto insegnarmi a delinquere. Al contrario, ha sempre voluto che studiassi e costruissi una vita onesta. Non tutti i padri scelgono il meglio per i propri figli, ma lui lo ha fatto, e io gli sono profondamente grato.
A volte penso a me stesso come il draghetto Grisù: figlio di un drago, ma con il desiderio di fare il pompiere.
La mia vita e il lavoro che insegna umanità
Ho provato a fare il commercialista, ma non ha funzionato. Oggi lavoro nell’amministrazione di un consorzio cimiteriale, un’esperienza che mi ha messo davanti al lato più fragile dell’umanità: vedove, figli, genitori, fratelli e sorelle. Ho visto da vicino quanto sia sottile il confine tra la vita quotidiana e il dolore.
Un episodio recente mi ha fatto riflettere profondamente: ho scoperto che alcuni cittadini avevano pagato più del dovuto per loculi e manufatti cimiteriali. Quelle somme non appartenevano all’ente, ma ai cittadini. Ho deciso di restituirle, nonostante le pressioni per ignorare la cosa.
È stato un gesto semplice, ma per me molto importante: restituire ciò che non ci appartiene è una scelta di onestà concreta, anche nella vita di tutti i giorni.
Durante la conferenza, Gratteri ha detto qualcosa che mi ha colpito: la parte militare della criminalità organizzata si può combattere con leggi e carcere, ma la mentalità mafiosa è molto più difficile da sconfiggere.
Ho compreso che la criminalità non si manifesta solo nei clan armati, ma anche in quella zona grigia fatta di relazioni, interessi e complicità. Il cosiddetto “terzo livello”, di cui parlavano Falcone e Borsellino, è reale, e può annidarsi anche in politica e professioni.
Il male si nasconde dietro il successo
Riflettendo sulla vita, ho imparato che il male raramente appare per quello che è. Si mostra come successo, ricchezza, potere. Se fosse visibile per quello che è davvero, tutti lo eviterebbero.
Questa è la mia storia: figlio di un uomo che ha sbagliato, ma che mi ha insegnato l’onestà; testimone di un lavoro che mi mette ogni giorno davanti a scelte di responsabilità.
Non è una denuncia. È una storia di coraggio, dignità e responsabilità, nella vita quotidiana, con la speranza che possa ispirare chi legge a fare sempre la scelta giusta, anche quando è difficile.

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