Quando un click può costare milioni: storie di cybersicurezza trascurata

Basta un semplice click, apparentemente innocuo, per trasformarsi in un incubo digitale. Fabrizio Saviano, nel suo libro Cybercognitivismo, ci mette di fronte a questa realtà con una chiarezza spietata: la cybersicurezza non è solo una questione di tecnologia, ma di consapevolezza. Eppure, aziende e utenti domestici continuano a sottovalutarla, spesso con conseguenze disastrose.


Prendiamo il caso di una piccola azienda italiana, vittima di un ransomware. Un dipendente apre un’email apparentemente innocua, e in pochi minuti tutti i server aziendali vengono bloccati. I dati dei clienti, i contratti e le fatture diventano inaccessibili. La richiesta di riscatto? Centinaia di migliaia di euro. Non era colpa del software, ma della mancanza di formazione e attenzione: un semplice gesto umano ha innescato una catena di danni economici e reputazionali.

In un contesto domestico, le conseguenze possono essere altrettanto gravi. Immaginate una famiglia che condivide password deboli e non aggiorna mai i dispositivi. Un hacker riesce a penetrare nel sistema di sicurezza domestico e accedere ai dati sensibili: informazioni bancarie, account personali, documenti privati. Il danno economico e psicologico può essere devastante, ma è facilmente prevenibile con pratiche semplici come backup regolari, autenticazione a più fattori e consapevolezza sui rischi delle email sospette o dei link non verificati.

Saviano chiama tutto questo “cybercognitivismo”: la capacità di unire la tecnologia alla mente critica dell’utente. Non basta avere firewall e antivirus all’avanguardia; senza una cultura della sicurezza, anche il sistema più sofisticato può essere neutralizzato da un errore umano. E qui sta la vera sfida: costruire una mentalità consapevole, dove ogni gesto digitale — dall’aprire una mail al cliccare un link — diventa un atto responsabile.

La lezione è chiara: il pericolo non è solo negli hacker o nei virus, ma nella superficialità con cui affrontiamo il mondo digitale. La formazione continua, la prudenza quotidiana e la conoscenza dei rischi diventano armi essenziali per proteggere denaro, dati e reputazione. Ogni click può sembrare insignificante, ma può fare la differenza tra sicurezza e catastrofe.

Cybercognitivismo non è solo un manuale di prevenzione: è un invito a cambiare mentalità, a rendere la cybersicurezza una responsabilità condivisa e quotidiana. In un’epoca in cui i dati valgono milioni, la vera protezione si costruisce con attenzione, consapevolezza e piccoli gesti concreti, prima che sia troppo tardi.


Quando un click può costare milioni: storie di cybersicurezza trascurata

Basta un semplice click, apparentemente innocuo, per trasformarsi in un incubo digitale. Fabrizio Saviano, nel suo libro Cybercognitivismo ,...